IDENTITARIO: Carissimo Luther, incontrarti è sempre un piacere! Ho pensato di portarti un piccolo regalo per testimoniarti la mia stima: un quadro ad olio dipinto da me.LUTHER: Un quadro dipinto da me? Un tuo quadro? E cosa me ne faccio?
IDENTITARIO: Ma...l'ho fatto io!
LUTHER: Appunto: se l'hai fatto tu, io non so cosa farmene.
IDENTITARIO: Perdonami ma non capisco il tuo risentimento. Pensavo ti facesse pioacere avere in casa qualcosa di mio; sono un pittore affermato.
LUTHER: Ascolta, caro: tu mi porti un oggetto di cui ti dichiari Autore, ovvero un qualcosa su cui eserciti artisticamnte la tua Autorità. Pensa se un mio amico mi regalasse un cavallo che risponde solo ai suoi ordini e per il resto se ne sta fermo immobile a ruminare radicchio, non pensi che dovrei risentirmi con quell'amico?
IDENTITARIO: Certamente sì! Ma quando leggi un libro scritto da un'altra persona, quella lettura ti dà piacere.
LUTHER: é vero. E quel libro mi è utile nella misura in cui mi posso servire delle idee in esso contenute a mio piacimento. E io sono utile a quelle idee nella misura in cui permetto loro di riprodursi nel mio ed in altri cervelli e di evolversi. E come sai l'eoluzione avviene spesso grazie all'evoluzione e al deturnamento di organi. Così quelle idee entreranno a far parte di altre persone e saranno da loso assimilate, in modo che qualcosa di assolutamente estraneo ad esse, di non prodotto da loro, contribuirà a produrre la loro storia.
(Luther Blissett, "Totò, Peppino e la guerra psichica", ed. Eiunaudi)

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